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Caso clinico: la mia oca non sta bene…fa dei versi strani mentre mangia.

12 Febbraio 2019 by vnc0

Protagonista di questo caso clinico è un’oca canadese. Non essendo un volatile molto comune nei nostri cortili andiamo a conoscerlo un po’ meglio.

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Diffusione e habitat

L’Oca canadese è originaria dell’America settentrionale. Si differenzia da molte altre oche per il volo, particolarmente elegante, e per una buona abilità natatoria. Si adatta molto bene a diverse condizioni climatiche. E’ una specie migratoria che si sposta in branchi numerosi percorrendo sempre le stesse rotte per nidificare in tutta l’America settentrionale e la Siberia orientale, sverna al sud spingendosi fino al nuovo Messico, alla Cina orientale e al Giappone.

Tra le oche più intelligenti, è facilmente addomesticabile.

Caratteristiche morfologiche

Non ha un evidente dimorfismo sessuale.
La testa e il collo hanno un colore nero con una caratteristica fascia bianca sulla gola e sulle guance. Il dorso e le ali sono bruni con sottili linee biancastre. Il petto e il ventre bianchi, la coda nera.
Becco, occhi e zampe sono di colore scuro.
La taglia varia secondo le popolazioni dai 60 ai 110 cm.

Alimentazione e comportamento

Specie onnivora, si nutre di tutto quello che trova nel fango e nell’erba (molluschi, insetti, sementi, germogli). In cattività non evidenzia particolari esigenze purché la dieta sia varia e bilanciata.
Specie monogama. Il maschio è particolarmente aggressivo durante il periodo degli amori. Le coppie, fisse, costruiscono i nidi lungo i corsi d’acqua. L’acqua, come tutte le oche, non è indispensabile, amando piuttosto pascolare che stare in acqua. Si riproducono facilmente anche in cattività, dove spesso si ibridano con specie simili (oca domestica e oca selvatica).

La storia

Gina è un Oca Canadese che vive allo stato semiselvatico nel giardino di un signore che confina con un piccolo ruscello. Da qualche tempo produce degli strani versi mentre mangia, inoltre ha diminuito l’assunzione di alimento, cosa che ha preoccupato il proprietario che si è subito attivato per portarla a visitare.

Tramite una visita clinica e un’osservazione attenta durante il ricovero si è ipotizzato che il problema potesse essere localizzato alla gola di Gina. L’esplorazione della cavità orale (eseguita senza sedare l’animale) non ha evidenziato placche o lesoni ulcerative. Il sospetto principale era quello che potesse trattarsi di un corpo estraneo (vista anche la voracità e le abitudini alimentari di questi animali). Gina inoltre presentava scolo nasale bilaterale e produceva, mangiando, abbondante muco. E’ stata messa sotto terapia antibiotica ed è stata eseguita una radiografia per evidenziare anomalie nella regione incriminata.

La radiografia ha escluso corpi estranei (almeno radiopachi), anche se c erano delle alterazioni localizzate compatibili con un ascesso. Per sicurezza è stata eseguita un’ecografia (fortunatamente Gina si è fatta trattare senza l’obbligo di sedazione) che ha reso evidente una regione ipoecogena in prossimità della glottide.

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Per meglio indagare la regione anatomica, è stato necessario mettere in anestesia Gina e procedere con un esame endoscopico. Tale esame ha mostrato delle regioni ulcerate e infette nella regione più caudale e ventrale della lingua (che senza sedazione non si erano potute esaminare completamente) e un edema della glottide, confermato anche dall’esame istologico della parte.

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Il proseguimento della terapia antibiotica per quasi un mese ha permesso la completa ripresa di Gina che ora è tornata felicemente a casa sua.


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